Cosio Valtellino
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Cosio Valtellino: Arte e Cultura

Il patrimonio culturale ed artistico del Comune è riccamente distribuito su tutto il territorio. Non rimangono più fortificazioni o castelli ma i segni di un ricco ed importante passato che possono essere riscontrati negli edifici civili e nel patrimonio religioso.

Abbazia di S. Pietro in Vallate
Arte e CulturaRestano i ruderi dell'antica chiesa, d'epoca romanica, ed alcuni muri del monastero fondato dai monaci cluniacensi nel 1078. L'abbazia, è uno tra i monumenti più antichi della Valtellina. Si possono ammirare il campanile, parte dei muri perimetrali e l'abside. La comunità religiosa, molto prospera nel 1204, era collegata con il priorato di Piona, tutt'ora attivo, sul Lago di Como. La chiesa aveva, originariamente due navate completate dalle rispettive absidi. Nella minore vi era incorporato il campanile, di costruzione breve, cuspidato con quattro bifore. Molto interessanti risultano essere le decorazioni esterne dell'abside. Vi si osservano quattro esili semicolonne che frazionano lo spazio in cinque parti abbellite da archetti semicircolari posti sotto il cornicione del tetto e da un triplice greca formata da cotti disposi a dente di sega, in alto , e a zig-zag, nella parte bassa. Nell'abside sono inserite anche eleganti finestre strombate. L'ambiente circostante si presenta bucolico immerso nel silenzio. Dal campanile è possibile ammirare tutta la bassa valle e spaziare tra i numerosi paesi della costiera dei Cech.

La camera picta
dell'Homo Salvadego - Sacco

In contrada Pirondini è stato realizzato dalla Comunità Montana Valtellina di Morbegno il museo dell'Homo Selvadego. In un vecchio stabile sono stati restaurati gli affreschi esterni e l'intera camera picta posta al primo piano. Al suo interno vi è un compianto con il Cristo morto, S. Antonio Abate, S. Giovanni evangelista e il committente in atteggiamento devoto, (1464) , e l'affresco dell'Homo Salvadego. Un uomo peloso armato di clava con una scritta che recita: "E sonto un homo salvadego per natura chi me offenda ge fo pagura".

La chiesa parrocchiale
di S. Martino - Cosio

Arte e CulturaLegata alla plebana di Olonio, diventò parrocchia autonoma nel 1428. La chiesa fu edificata nel 1158, a croce latina con una sola navata. Nei secoli XV e XVII ha subito diverse modifiche. Al suo interno presenta frammenti di pregevoli affreschi risalenti al '500 e statue e tele del XV-XVII sec. Donazione di un emigrato a Napoli è l'interessante Martirio di S. Bartolomeo, del sec. XVII, appartenuta nel passato all'oratorio di Piantina (ora non più esistente). Opera che si presume sia stata dipinta su modello di un'incisione del Ribera, detto lo Spagnolo. All'esterno della chiesa, sul fianco di sinistra sono visibili affreschi del Cinquecento S Sebastiano e S. Martino a cavallo, in una nicchia la Madonna con due santi ed in due tondi L'Angelo e l'Annunziata.

La chiesa parrocchiale
di S. Ambrogio - Regoledo
Il territorio di Regoledo, appartenne per un terzo, nel passato, al monastero milanese di S. Ambrogio. Nel 1866 fu edificata l'attuale chiesa parrocchiale a pianta centrale con tre cappelle a sinistra e tre a destra. Il catino e l'abside furono affrescati dal pittore talamonese G. Gavazzeni che realizzò la Glorificazione di S. Ambrogio, mentre la grande volta e i pennacchi sono opera di A. Albertella. Interessante, tra le tele del XVI e XVII sec. anche la grande tela dei Misteri del Rosario realizzata dal pittore napoletano Ippolito Borghese nel 1606.

La chiesetta
di S. Domenico Regoledo

L'edificio risale al sec. XVII e presenta un'abside interamente affrescata. Al suo interno vi è conservata una tela del sec. XVI del pittore napoletano Ippolito Borghese: Morte del Beato Domenico da Pisa.

La chiesa parrocchiale
di S. Lorenzo a Sacco

Arte e CulturaRealizzata ad una sola navata con quattro cappelle, presenta all'esterno una elegante facciata barocca. La sua costruzione fu conclusa nel 1765. Al suo interno sono presenti opere di scultura e pittura del sec. XVII - XVIII molte delle quali fatte su commissione di emigrati a Napoli e a Genova. Poco a sinistra della chiesa, all'interno di abitazioni private si trovano due dipinti risalenti al '500: Carità di S. Martino e Madonna con il bambino

Un po' di storia
L'importanza di Cosio risale agli inizi del millennio scorso, essendo Cosio tra i più antichi comuni della Valtellina. Dei suoi confini e possedimenti se ne trova traccia nel 1078, quando i monaci cluniacensi eressero l'abbazia di S. Pietro in Vallate. Il Barbarossa nel 1158 concedette ai ghibellini comaschi Vicedomini l'intero territorio come feudo.
La potente famiglia dominò per molti anni l'ampia zona che si estende sulle due sponde dell'Adda: da Mello a Sacco. Edificò castelli a S. Giorgio in Cosio, a Domofole in Mello, a Rogolo e a Piantedo. Le vicende storiche: la sconfitta da parte dei guelfi Vitani nel 1304 e il mutato corso del torrente Bitto, furono le cause della decadenza di Cosio.
Ne guadagnarono i paesi vicini prima Sacco, grazie al commercio con la vicina Repubblica di S.Marco e poi Regoledo, il quale soprattutto a causa dell'abbandono della montagna, in questi ultimi quarant'anni, si è notevolmente ampliato fino a diventarne il fulcro vitale dell'intero Comune.

 
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