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| CASA VANINETTI E L'HOMO SALVADEGO |
Una curiosità di Sacco di Cosio è la casa Vaninetti, in contrada Pirondini. Allinterno di un cortile rustico che mostra le tracce di unoriginaria destinazione residenziale delledificio, una porta recante sullarco esterno una decorazione con la Trinità ed uniscrizione devota, conduce in un locale, attualmente adibito a fienile, le cui pareti sono quasi interamente rivestite di affreschi.Sulla parete orientale compare una Deposizione con SantAntonio Abate e il committente, datata 1464; laffresco, come indica uniscrizione, fu dipinto dai maestri Battatestinus et Simon e offerto da un Augustinus de Zugnonibus. Sulle altre pareti, decorazioni di soggetto vegetale stilizzato si alternano a cartigli con iscrizioni, in lingua latina e italiana, di contenuto devoto o proverbiale. Sulla parete meridionale compaiono tra le decorazioni due figure: un giovane arciere ed un uomo barbuto, di aspetto rude, vestito con una rozza pelle di animale, in atto di impugnare una clava. Il singolare personaggio è spiegato da uniscrizione: E sonto un homo salvadego de natura, chi me offende ge fo pagura. Il dialetto, misto di modi lom-bardi e veneti, ricorre in altri proverbi iscritti sulle pareti, come ad esempio: Tutte parole non voleno risposta; neanche tutti li cani sanno tenere la posta, oppure: Per troppa fede talora se pericula, nota ciò che digo; tale commistione si spiega con i fitti rapporti commerciali un tempo intercorrenti tra Sacco e la Bergamasca. Luomo selvatico, pastore o eremita che fosse, era una figura caratteristica del folklore delle valli alpine e veniva spesso ricercato, nonostante il timore superstizioso che incuteva, per le sue capacità terapeutiche e la sua conoscenza delle erbe medicamentose. << BACK |